La storia del Mosaico, raccontata da me
Ciao, mi chiamo Luca e voglio raccontarti una storia vera.
Non è una favola con draghi e principesse, ma è lo stesso una storia bellissima. È la storia di un posto dove tante persone fanno magie.
Non con le bacchette, ma con il cuore.
Tanto tempo fa, quando io neanche ero nato, nel 2000, c’era un dottore molto bravo che andò in pensione. Si chiamava Professor Scorza. Al suo posto, arrivò un altro dottore, il Dottor Amarri.
Anche lui era bravo, ma aveva un’idea in più: voleva trovare un modo per aiutare davvero i bambini malati, quelli come me.
All’ospedale arrivavano delle donazioni, cioè dei soldi che le persone regalavano per dare una mano.
Ma non era facile usarli, perché ci voleva un sacco di tempo e firme e scartoffie. Così hanno deciso di creare un’associazione, che è tipo un gruppo di persone buone che si mettono insieme per aiutare.
All’inizio l’hanno chiamata “L’Anatroccolo”, come un anatroccolo piccolo e tenero. Poi però il nome è cambiato: adesso si chiama “Il Mosaico”, ma l’anatroccolo è rimasto come simbolo.
A me piace, perché è buffo e mi fa ridere anche quando ho male.
Il Mosaico ha iniziato a comprare cose utili per i bambini in ospedale, come lettini nuovi (quelli dove dormiamo noi), termoculle (che sono tipo culle calde per i neonati), e anche sedie comode per le mamme e i papà, che ci stanno vicino giorno e notte.
Una volta ho sentito dire che hanno anche aiutato una famiglia a riportare il loro bambino in Macedonia, perché era volato via troppo presto e la sua mamma e il suo papà non potevano permetterselo.
Io non ho capito tutto, ma ho capito che è stato un gesto molto dolce.
E poi aiutano anche quando un bambino deve andare in un altro ospedale lontano, perché là ci sono i dottori speciali.
Ma se i genitori non possono permettersi il viaggio, il Mosaico dice: “Ci pensiamo noi!”. E lo fanno davvero!
Ci sono stati tanti dottori che hanno aiutato questa associazione: il Dottor Baroncelli, che ha fatto comprare quasi tutti i lettini nuovi, e il Dottor Loroni, e poi il Dottor Marchetti, che ancora oggi lavora tanto con loro.
Loro e il Mosaico sono come una squadra: uno passa la palla, l’altro segna il gol!
Il Mosaico non aiuta solo i bambini in ospedale, ma anche altri bambini e famiglie che hanno bisogno, insieme ad altre associazioni amiche.
È come quando a scuola facciamo squadra per costruire una cosa con i Lego: da soli è difficile, ma insieme viene una meraviglia.
Io non so scrivere bene come i grandi, ma so una cosa: Il Mosaico è una cosa bella.
È fatto di tante tessere diverse, come un vero mosaico: le persone che donano, quelle che aiutano, i dottori, i volontari... e anche noi bambini. Perché, anche se siamo piccoli, facciamo parte della magia.
Grazie Mosaico, da parte mia e di tutti gli altri bambini che hai fatto sentire meno soli.

liberamente tratta da uno scritto del Dott. Domenico Basilio Poddie che...
"ahimè! bimbo più non è"